Tabebuja

Pianta originaria dell'amazzonia, conosciuta anche come pau d'arco, lapacho, ipe roxo.
Tra i suoi principi attivi il lapacholo, quercitina, xyloidone, tecomina, coenzima Q10, tannini e altri componenti. Il piu importante principio attivo e' proprio il lapacholo con proprietà inibitrice verso batteri gram positivi (stafilococchi e streptococchi) e gram negativi (brucella) e miceti ( candida albicans). Inoltre, altri studi hanno dimostrato che ad un dosaggio basso ha attivita immunologiche mentre ad un dosaggio più elevato possiede attività citotossica.
Quest'ultima attività e' dovuta proprio ad uno dei principi attivi lapacholo.
La tabebuja può essere utilizzata a livello preventivo nella stagione fredda, perché ha proprietà antivirali. Inoltre, per la gastrite, l'asma e per depurare il fegato e il sangue. La tabebuja e' conosciuta essenzialmente per curare la candida albicans fungo saprofita sia presente nelle specie animali che umane, che sta spesso alla base di certe allergie alimentari.
Nella cosiddetta candidosi si riscontrano un ampia gamma di sintomi tra cui: cistiti, asma, artrite, cefalee, meteorismo, coliti, irregolarità ormonali.
A questi poi, si aggiungono anche stati mentali emotivi cronici come ansia, depressione, calo della memoria. Non e' facile fare una diagnosi della candidosi e ne sono colpite di più le donne.
Le tossine della candida nell'organismo producono svariati sintomi con il nome di "sindrome da allergia totale" e il tutto può avere origine da questo fungo.
§L'uso della tabebuja può aiutare a diminuire tutti questi sintomi. Infatti, se la candida inizia a dominare l'ambiente intestinale si incominciano ad avere tutti i sintomi sopra descritti con un notevole abbassamento delle difese immunitarie e un aumento delle tossine in circolo.

STUDI E APPROFONDIMENTI

La Tabebuia o Lapacho è un albero sempreverde originario delle foreste pluviali, ma predilige regioni più fresche, come le montagne del Paraguay, Argentina, Brasile e le zone montagnose della Bolivia e del Perù.
La Tabebuia appartiene alla famiglia delle Bignoniacee. Si tratta di alberi lignei di medie e grandi dimensioni, con tronchi molto robusti. I fiori sono gialli con varietà rosa, rossi, purpurei; il frutto è una lunga capsula legnosa con all’interno dei semi alati; nei vasi è contenuta una polvere gialla (lapacholo).
La Tabebuia o Lapacho è anche noto col nome portoghese di PAU D’ARCO, che significa “bastone per archi” e con altri nomi comuni (popolari) quali ipe roxo, tecoma curialis. Le specie più usate a livello terapeutico sono la Tabebuia impetiginosa, la
Tabebuia heptaphylla e la Tabebuia avellanedea.

COSTITUENTI ATTIVI
La parte interna della corteccia (floema) è quella che dà i risultati terapeutici migliori. I costituenti principali di questa pianta sono 18 chinoni che comprendono sia naflachinoni (fattori-N) che antrachinoni (fattori-A).
Tra i naflachinoni troviamo il lapacholo, il lapachone e lo xiloidone con azione battericida e flingicida.
La Tabebuia fu isolata dal ricercatore E.Paterno nel 1884 e manifesta una elevata attività antivirale contro l’Herpes simplex di tipo I e Il e parecchi virus influenzali; interviene anche nelle ulcere peptiche e gastriti indotte da stress.
Altri componenti sono la quercetina, il lapachenolo, il carnosolo, gli indoli, il coenzima Q10, alcaloidi come tecomina, acidi idrossibenzoici e saponine steroidee. L’acido tannico è utile contro le affezioni del cavo orale.

La quercetina è un bioflavonoide con elevata azione antinfiammatoria ed ha un’elevata attività come inibitore del rilascio di istamina nei confronti delle cellule esposte ad allergeni Altri composti sono la vanillina, l’acido vanillico (ac. 4-idrossimetossibenzoico), composto antinfiammatorio topico e inibitore della tirosinasi, l’ac. Veratrico (ac. 3,4-
dimetossibenzoico) e la verataldeide, con una debole attività di stimolatore della fagocitosi dei granulociti e una notevole attività di stimolazione dei linfociti.
Molteplici sono i campi di azione della Tabebuia.
Una delle forme migliori di estrazione dei principi attivi delle piante è l’estratto secco.
La Tabebuia rientra in molti schemi di fitoterapia per il trattamento dell’affaticamento cronico, delle allergie e delle affezioni micotiche.

L’USO DELLA TABEBUIA NELLA TERAPIA PER LA SINDROME ALLERGICA E MICOTICA RISALE AL 1983

Si trattava di un soggetto che manifestava un’ipersensibilità ai prodotti chimici e a varie specie fungine con conseguenze a livello celebrale da essere costretto a rimanere in casa.
L’uso della Tabebuia permise una notevole riduzione delle sue manifestazioni allergiche.
Nei soggetti con manifestazioni micotiche accade spesso che nella prima fase di terapia si abbia una riacutizzazione dei sintomi che poi scompaiono dopo un certo periodo di tempo. Questo problema è dovuto alla presenza di cellule morte che si riversano nella circolazione sanguigna dando manifestazioni di tipo allergico. Dai vari studi si è potuto dedurre che i soggetti che si sottoponevano a terapia con la Tabebuia via via diventavano più resistenti agli agenti chimici, alle allergie alimentari e agli attacchi
fungini; si assisteva anche a una diminuzione delle eruzioni cutanee e delle micosi a livello delle unghie.
È comunque importante tener presente che il processo di guarigione è graduale e richiede molti mesi.
Il problema delle micosi oltre ad essere collegato a persone con sindromi allergiche, riguarda anche quelle persone affette da immunodeficienze, diabete mellito, oppure persone che hanno subito trattamenti con farmaci immunosoppressori (antibiotici e
glucosteroidi) e anche donne che fanno uso della pillola anticoncezionale.
E noto che l’uso dei cateteri intravenosi, gli antibiotici, la chemioterapia e livelli elevati di zucchero nel sangue offrono le condizioni favorevoli per la diffusione della infezione da Candida.

La Candida è appunto un fungo patogeno in quei soggetti che presentano carenze di neutrofili (che sono i globuli bianchi reputati a fagocitare appunto gli agenti patogeni); oppure in quei soggetti affetti da carenza di linfociti T; spesso si hanno Candidosi disseminate o localizzate in quei soggetti che pur avendo un numero di Linfociti T nella norma presentano un mal funzionamento nella loro reattività.
La Tabebuia rientra nella terapia micotica proprio per la sua capacità di stimolare e reintegrare il sistema immunitario.
La Candida albicans è la primaria causa di fenomeni allergici e intolleranze.
I problemi causati da lieviti, muffe e funghi, sono estremamente diffusi; spesso sono sottovalutati, talvolta ignorati. La maggior parte delle persone colpite, infatti, non ne è consapevole. La Candida albicans è responsabile di tutta una serie di disturbi tra cui vaginiti e irritazioni cutanee.
Se questo fungo riesce a moltiplicarsi, può provocare una serie lunga e complicata di sintomi, come cefalea, irritabilità, problemi digestivi, allergie e depressione e soprattutto allergie e intolleranze alimentari. Nei soggetti con un sistema immunitario seriamente compromesso i lieviti possono entrare nel flusso sanguigno e risultare nocivi. Purtroppo
non è sempre facile individuare una proliferazione di lieviti.
La Candida albicans si trova naturalmente nelle membrane mucose dei tratti gastrointestinale e genito-urinario e sulla pelle. Nel 99% di noi i lieviti iniziano a formarsi nel corpo dall’età di sei mesi. La Candida condivide l’intestino insieme a miliardi
di batteri “buoni” che svolgono molte funzioni necessarie, come quella di produrre vitamine e abbassare il colesterolo e con questi compete per spazio e nutrimento. Se abbiamo sufficiente flora intestinale, il nostro organismo riesce a mantenere sotto
controllo i lieviti. In una persona sana il lievito Candida è presente in quantità limitate.
Se la Candida inizia a dominare l’ambiente intestinale, i soggetti sviluppano sintomi caratteristici come bruciori di stomaco, flatulenza, meteorismo, prurito anale e vaginite. Con l’indebolimento delle difese immunitarie, la Candida e altri funghi
estendono l’infezione a nuove parti del corpo, causando il piede d’atleta, infezioni sulla cute e sulle unghie.
Sebbene i lieviti non possano invadere i tessuti del corpo direttamente come fanno batteri e virus, formano, come altri funghi, strutture simili a radici che penetrano nel rivestimento dell’intestino. Il danno provocato permette alle proteine alimentari non del tutto digerite di entrare nel flusso sanguigno, il corpo le scambia per antigeni e risponde sviluppando una reazione allergica verso quel particolare alimento.

Le persone affette da Candida sono spesso affette da varie intolleranze alimentari, una condizione che crea un circolo vizioso di soppressione di difese immunitarie, ulteriore sviluppo della Candida e di allergie.
Con il progredire della candidosi, le cellule di lievito si attaccano alla superficie delle membrane mucose formando una colonia e trasformandosi in un micelio lanuginoso (simile alla muffa sul pane). Man mano che le radici penetrano nei tessuti in cerca
di sostanze nutritive, i lieviti producono tossine che danneggiano i tessuti e provocano infiammazioni.
Quando i sottoprodotti tossici dell’infezione da lievito iniziano a circolare nel flusso sanguigno i sintomi si manifestano anche in parti distanti del corpo, provocando disturbi molto diversi tra loro come asma, sinusite, lupus, sindrome premestruale, persino calcoli renali. I sintomi dipendono dall’organo colpito dalle tossine, quindi un danno al cervello provoca confusione nei pensieri, mentre un danno alla pelle causa prurito e irritazioni. Quando il sistema immunitario è compromesso il corpo diventa
ipersensibile a sostanze chimiche comuni come gas di scarico, profumi, pesticidi, additivi alimentari, anche se presenti in piccole quantità. Nella così detta “candidosi” si riscontra un’ampia gamma di sintomi che si presentano in maniera più o meno accentuata quali artrite, asma, cistite, emicrania, cefalee, blocco delle giunture, meteorismo, gonfiore, colite spastica, afte, lesioni e eruzioni della pelle, stipsi cronica o diarrea, letargia, irregolarità ormonali, dolori muscolari cronici. A questi si
aggiungono poi stati mentali ed emotivi quali ansia, depressione (molto diffusa), calo della memoria, irritabilità fino ad arrivare a casi estremi di schizofrenia.
Purtroppo non è facile fare diagnosi di candidosi; l’esame più accurato che dà un 92% di riuscita è oggi il CEIA (Candid Sphere Enzyme Imniunoassay).
Studi accurati hanno dimostrato che spesso la “sindrome da allergia totale” può avere origine da questo fungo. Questa patologia si sta diffondendo largamente sotto il nome di “MALATTIA DEL XXI SECOLO”, “sensibilità multipla agli agenti chimici” e “malattia ambientale”, e ne sono colpite soprattutto le donne (il 70-80% dei soggetti) e può presentare questa sintomatologia, più o meno evidente: affaticamento, intontimento, asma, ipersensibilità alle infezioni fungine, cefalea, mal d’orecchi, congestione mentale, mal di schiena, depressione, perdita della memoria a breve, difficoltà di apprendimento, raffreddori frequenti, disfunzioni del sistema immunitario, respiro corto, dolore alle giunture e ai muscoli, scoordinamento dei movimenti, emicrania, sonnolenza, eruzioni cutanee, spasmi, gonfiori dell’apparato digerente, stipsi, diarrea, indigestione, tachicardia, intolleranza al freddo, vertigini, capogiri, intolleranza all’alcool, visione sfocata.

Si è dimostrato che le tossine della Candida producono all’interno dell’organismo molti sintomi che normalmente sono associati alla sindrome da allergia totale, per es., paralisi alle estremità, lesioni agli organi, edema, trasformazione a livello celebrale.
Gli allergologi stanno registrando un aumento di individui che non possono più indossare indumenti con fibre sintetiche, mangiare prodotti industriali, bere acqua dal rubinetto, tenere in mano un giornale, usare detersivi o detergenti, fino ai casi più gravi di non poter respirare senza l’ausilio della maschera; e si ipotizza che alla base di tutto ciò ci sia l’incapacità dell’organismo di difendersi dagli attacchi della Candida.


L’ARMA PRINCIPALE È L’ALIMENTAZIONE

Preferire cereali integrali; evitare lo zucchero, i carboidrati raffinati e le patate. Contro le voglie di dolci: mangiare alimenti ricchi di proteine come la quinoa.
I cibi da limitare sono: dolciumi, frutta secca e molto dolce, patate, funghi, ketchup, salsine varie industriali, tutti i superalcolici, cioccolato, caffè, formaggi fermentati, cibi confezionati ed in scatola.
Nel 1985 si iniziò a parlare di “malfùnzionamento del sistema immunitario” (ISD: Immune System Dysregulation) racchiudendo così le disfunzioni immunologiche, sia rapide che graduali, dovute all’azione delle tossine della Candida. Questo malfunzionamento riguarda soprattutto i linfociti T che possono essere ridotti come numero oppure mal funzionanti e come conseguenza anche i linfociti B (quelli che secernono anticorpi) hanno maggiori difficoltà a individuare le sostanze tossiche per l’organismo.
Soggetti con candidosi vaginali presentano un soppressore linfocitario, la cui produzione sarebbe indotta dal fungo stesso, il quale veniva a ostacolare i linfociti T helper nella reazione contro il fungo.
Anche nei soggetti con sindrome da affaticamento cronico si sono riscontrate riduzioni nel numero di linfociti T CD4+ (o linfociti T helper) i quali erano stati indotti a lasciare il flusso sanguigno e a incorporarsi nei tessuti forse in seguito a fattori neuroormonali o per esposizione a qualche agente infettivo. Il trasferimento di questi linfociti T dal flusso sanguigno ai tessuti potrebbe anche essere responsabile di alcuni sintomi della sindrome da affaticamento cronico, quali i dolori articolari e muscolari e la dolenza dei linfonodi proprio perché questi linfociti T helper all’interno dei tessuti rilasciano messaggeri chimici
in grado di causare dolore e lievi infiammazioni.
Poiché la maggior parte dei soggetti affetti da malattia ambientale, sindrome micotica e sindrome da affaticamento cronico manifestano gli stessi sintomi come affaticamento, diarrea o stipsi, si può ipotizzare che alla base di queste patologie vi sia lo stesso problema che riguarda i linfociti T, per cui un’attivazione del sistema immunitario potrebbe essere risolutiva.
La Tabebuia stimola le cellule del sistema inununitario note come macrofagi che svolgono un molo primario nella resistenza contro la Candida a fianco dei linfociti T e B.
Soffrire di allergie ricorrenti o croniche diminuisce la qualità della vita e può limitare notevolmente le possibilità di scegliere un lavoro o uno sport, lo svago, e la vita sociale. Chi soffre di allergie o di intolleranze alimentari è in numerosissima compagnia.
Alcune stime ipotizzano che, oltre il 15% degli italiani soffre di qualche forma di allergia o intolleranza e che il fenomeno tende ad aumentare.
Uno studio eseguito in Danimarca, ha evidenziato che le allergie sono raddoppiate in 10 anni.
Tali disturbi, però, non sono affatto ineluttabili. Molto può essere fatto per prevenirli.
Esistono numerosi approcci terapeutici, tra i quali la fitoterapia, per tornare a stare veramente bene, senza più dipendere esclusivamente dai farmaci, con il rischio di pesanti effetti collaterali.


COME SI DIVENTA INTOLLERANTI

Il sistema immunitario si trova in ogni parte del nostro corpo. Lo troviamo subito in bocca , tra le mucose e nella saliva. Poi più avanti nel tratto digestivo, lungo le pareti intestinali.
Poi nella milza e in tutti gli organi depuratori. Soprattutto è presente in ogni goccia di sangue. Sembra persino che noi disponiamo di “antenne” speciali, collegate al nostro cuore e al sistema nervoso, grazie alle quali il semplice contatto di una sostanza può scatenare una reazione.
Il lavoro del sistema immunitario è, quindi, molto vario e sono diversi i fattori che possono intralciarlo:
1. Sovraccarico di tossine
2. Carenze di micronutrienti vitali
3. Eccesso di lavoro in circostanze difficili.
Prendendo in considerazione il punto 3, quando c’è in atto un’infezione il sistema immunitario deve alzare la temperatura corporea per impedire il moltiplicarsi di virus e di batteri, deve cioè produrre un maggior numero di cellule “killer” predisposte a eliminare gli “invasori” dal nostro organismo per evitare l’intossicazione.

CIRCOSTANZE DIFFICILI SONO SOPRATTUTTO

  • Rialzi febbrili
  • Gastroenteriti acute
  • Ferite o Traumi, tra cui interventi chirurgici
  • Terapie a base di Cortisone
  • Uso intensivo e prolungato di antibiotici
  • Uso prolungato di antinfiammatori
  • Parassitosi intestinali e Candidosi
  • Alcune infezioni viraligravi e prolungati stress fisici o emotivi
  • Disturbi digestivi in particolare pancreatici
  • Intolleranze alimentari preesistenti e non curate.

Il sistema immunitario è costituito da vari tipi di globuli bianchi (o leucociti) che hanno il compito di combattere e prevenire le infezioni. Vi sono due tipi di globuli bianchi:
granulociti e agranulociti, caratterizzati dalla presenza o meno di granuli.
I granulociti a seconda della colorazione assunta con l’uso di specifici coloranti si dividono in: eosinofili, basofili (mastociti) e neutrofili.
Ciascun tipo di granulocita partecipa in modo diverso ai meccanismi di difesa, Gli eosinofili neutralizzano l’istamina, i basofili la rilasciano e i neutrofili sono fagocitari in quanto ingeriscono batteri e altre sostanze estranee; producono anche lisozima, un
enzima in grado di attaccare le cellule batteriche degradandone la parete cellulare.
Linfociti e monociti sono sprovvisti di granuli; i linfociti sono direttamente coinvolti nelle difese immunitarie, mentre i monociti sono precursori delle cellule fagocitarie più potenti, i macrofagi.
Quando il sistema immunitario è pienamente impegnato è bene riposare e mangiare in modo estremamente leggero e digeribile anche dopo due settimane dalla scomparsa dei sintomi. Infatti, nei momenti di massima all’erta il sistema immunitario ha tutte le sue armi pronte e tende ad avventarsi anche su chi fino a quel momento era riconosciuto
come un amico o una sostanza neutra. Il problema è che da quel momento in poi rimane “una memoria” del fatto, un po’ come il file in un computer: ogni volta che questa sostanza viene nuovamente introdotta nell’organismo il sistema immunitario è allertato.

Se si tratta di un alimento che consumiamo quotidianamente, ciò costituisce un dispendio notevole di lavoro e di energia in quanto egli vive come se fossimo
perennemente malati e produce sostanze infiammatorie, soprattutto istamina, che si diffondono facilmente in tutto il corpo. Questo surmenage può indebolirlo, per cui, nel tempo, non reagisce più a dovere alle vere situazioni di pericolo.
Ci sono una serie di alimenti con i quali il nostro sistema immunitario viene a contatto ogni giorno: latte e latticini, frumento nei vari prodotti da forno (pasta, pizza,biscotti, ecc.)
pomodoro, carne suina, additivi alimentari, cioccolato.
L’intolleranza si forma per questa concomitanza di fatti che portano ad uno stato di allerta continuativo.
La terapia consiste proprio in questo: dare riposo al sistema immunitario. Gli bastano solitamente 3 giorni per riprendersi dalla sollecitazione e per accettare senza problemi la presenza della sostanza incriminata.

LA DIFFERENZA FRA ALLERGIA E INTOLLERANZA È APPUNTO QUESTA

  • Nell’ALLERGIA la reazione si scatena entro pochi minuti dall’assunzione di un determinato alimento o gruppo di alimenti (da 2-3 minuti a 30-120 minuti) ed è mediata immunologicamente e i sintomi sono scatenati dall’assunzione anche di piccole quantità dell’alimento responsabile. L’organismo del soggetto allergico a contatto con la sostanza (per lui) nociva attiva le Immunoglobuline di tipo E (dette IgE), una classe di anticorpi in grado di legarsi alla superficie dei mastociti e dei basofili, particolari cellule ricche di istamina (sostanza utile a combattere l’elemento sconosciuto all’organismo). Alla base delle malattie allergiche, pertanto, vi è un’alterazione dei normali meccanismi di difesa, che tendono ad azionarsi nei confronti di sostanze giudicate pericolose, al contrario considerate innocue dalla maggior parte della popolazione.
  • Nell’INTOLLERANZA si ha una reazione legata alla quantità di alimenti non tollerati ingeriti e con un fenomeno di accumulo di “tossine” nell’organismo che provoca sintomi sovrapponibili a quelli dell’allergia ma che si differenziano in quanto non
    interessano il sistema immunitario. L’intolleranza è legata alla quantità di cibo assunta (dose-dipendente) ed è determinata da particolari molecole che sono
    farmacologicamente attive e che sono presenti negli alimenti, oppure per disfunzione
    dell’apparato digerente o delle catene enzimatiche.

 

CHE COSA È L’ALLERGIA

L’allergia è un eccesso di reazione difensiva del nostro corpo ad una sostanza ( di origine vegetale, animale o chimica — nel caso di sostanze naturali si tratta quasi sempre di proteine) che “normalmente” è innocua.

Il nostro organismo produce costantemente degli anticorpi (sostanze specificatamente preparate) i quali si legano agli allergeni (sostanze che possono scatenare delle reazioni). Normalmente ciò avviene senza problemi. Solo la produzione eccessiva di
anticorpi specifici, le immunoglobuline E (IgE) in risposta agli allergeni può definirsi reazione allergica.
Gli anticorpi si attaccano alla superficie dei mastociti, una forma di globuli bianchi, li fanno scoppiare e li inducono a versare degli ormoni tissutali come istamina e serotonina.
Questo processo induce delle infiammazioni con conseguente gonfiore, prurito, vasodilatazione, eczemi, eccessiva produzione di muco.
Occorre un ripetuto contatto con l’allergene: al primo incontro non succede nulla, ma può essere innescato un processo che si manifesterà dopo alcuni giorni o dopo diversi.
Quindi, un’allergia si acquisisce, anche con una certa predisposizione che può essere ereditaria, a causa di una disfunzione del sistema immunitario.
Quando questo viene rinforzato e regolato, anche un’allergia già manifesta può guarire.
A influire negativamente sulle difese immunitarie, sull’insorgere delle allergie sono:

  • Alimentazione carente di alcune sostanze vitali; anche l’eccessivo consumo di dolciumi, carboidrati raffinati, grassi di qualità scadente o conserve contribuiscono a queste carenze.
  • Disbiosi intestinale: ricordiamo che buona parte del sistema immunitario risiede nell’intestino. La presenza di Candida albicans è un fattore che predispone all’allergia.
  • Assunzione di additivi alimentari di sintesi
  • Tossine ambientali come piombo, cadmio, anidride carbonica, nitrati nell’aria, nell’acqua e nel suolo.
  • Fumo, anche passivo (specie per i bambini)
  • Elettrosmog
  • Forte consumo di farmaci
  • Forte stress (il sistema immunitario lavora a stretto contatto con il sistema nervoso centrale, quindi anche con il cervello)
  • Le allergie si manifestano principalmente laddove l’organismo entra in contatto con l’ambiente esterno: l’apparato respiratorio, la cute e l’intestino.

Troviamo quindi:

• la rinite
• la congiuntivite l’asma
• la dermatite atopica
• le allergie gastriche e intestinali.
Queste si possono manifestare “in solitaria”, come unico sintomo, oppure essere coopresenti in numero di due o tre, con diversi livelli di intensità. Chi soffre di rinite, infatti, quasi sempre soffre di congiuntivite e asma e non raramente manifesta anche la dermatite atopica, così come l’allergia alimentare si associa frequentemente a crisi d’asma e all’orticaria.
Inoltre la componente genetica è importante nell’insorgenza delle reazioni allergiche. Uno studio scientifico di Krader, famoso immunologo, allarga la ricerca scientifica alle emozioni e dà spazio alla personalità e al vissuto personale come all’altra fondamentale causa delle allergie.

PERCHE’ LA TABEBUIA E’ CONSIGLIATA
La Tabebuia può essere usato periodicamente come preventivo durante la stagione fredda e tutte le volte che la possibilità di infezioni è elevata.
La nostra salute sia fisica che mentale dipende esclusivamente dallo stato dei liquidi del nostro corpo e cioè sangue, linfa e liquidi cellulari che se vengono danneggiati portano i nostri organi ad ammalarsi.
La maggior parte delle cause delle malattie vanno ricercate nella contaminazione e avvelenamento dei liquidi del nostro corpo dovuto a una nutrizione non corretta e a un modo di vivere sbagliato; infatti la cattiva alimentazione, il digiuno prolungato e l’uso di troppa carne portano lo stomaco e l’apparato digerente in generale a uno stato di affaticamento tale per cui si ha un calo della forma fisica. Attraverso una cattiva digestione, dovuta anche al mangiar in fretta, si arriva alla formazione di feci dure e ad un aumento dei microbi parassiti che con la produzione dei loro veleni alterano la flora intestinale; per cui in un certo senso l’intestino diventa la fabbrica dei veleni per il nostro corpo che poi raggiungono il fegato ed entrano nelle cellule di tutto l’organismo.
E quindi necessario disintossicare l’organismo e ripristinare la flora batterica.
La Tabebuia è una delle piante migliori per la purificazione dell’organismo, senza richiedere un grosso dispendio di energia; esso infatti aiuta a ristabilire le difese del proprio corpo rafforzando il sistema immunitario.

Il nostro corpo è, almeno apparentemente, insensibile agli agenti patogeni e ai materiali velenosi che però giornalmente disturbano l’equilibrio dell’organismo. Esso è anche in grado di sviluppare anticorpi, se necessari, ma la vera difesa è data dalla salute che è strettamente legata al corretto funzionamento del fegato, reni e sistema linfatico.
La Tabebuia rafforza il sistema immunitario e può essere consigliato a tutti, poiché con esso il fegato e il sistema linfatico raggiungono condizioni ottimali, senza sforzi e senza effetti collaterali.
Ricordiamo che le piante ad azione purificante e disintossicante spesso sono più efficaci di qualsiasi altra terapia.
La Tabebuia contiene anche una speciale combinazione e concentrazione di minerali abbastanza rari o elementi in tracce: calcio, magnesio, fosforo, zinco, cromo, silicio, manganese, molibdeno, rame, ferro, potassio, sodio, cobalto, boro, oro, argento, stronzio, bario, nichel.
La Tabebuia può essere utilizzato nella prostata, diabete, infiammazioni midollari, morbo di Parkinson, reumatismo, vene varicose, problemi di pelle, anemia, arteriosclerosi, asma, bronchite.


INTERAZIONI FARMACOLOGICHE

I pazienti sottoposti a terapia anticoagulante devono astenersi dall'assumere estratti di corteccia di Tabebuia senza previa consultazione con un medico poiché i naftochinoni possono aumentare questo effetto.
Non somministrare durante la gravidanza e allattamento, a causa del rischio di aborto e teratogenicità. Detti effetti sono stati confermati in ratti albini in dosi superiori a 100 mg / Kg di estratti acquosi di corteccia di lapacho (79.801).


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Nome Scientifico

Tabebuia avellanedea

Proprietà

Candidosi.
Micosi di varia natura.
Allergie e Intolleranze alimentari.

Modalità d'uso

1 compressa X 3 al giorno (prima dei pasti principali).

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